Schiacciata d’uva (o pie vegano di uva nera)

… Ce la farà la nostra tenutaria a mantenere aggiornato il suo foodblog una volta alla settimana?

Nah. Settembre è andato a rimettere insieme una parvenza di quotidianità dopo un’estate bellissima.

Potrebbe essere ottobre il mese adatto per dare fondo agli archivi, restate sintonizzati che non è detto che l’anno scolastico non si trasformi in un anno accademico a partenza ritardata! (Gelmini-style, ehm).

Sul filo del rasoio parliamo di uva, nera, rosata o ancora meglio senza semi e di schiacciata toscana in modo poco filologico. E’ che mi andava più una torta che una focaccia dolce, e poi ho trovato ispirazione da questo libretto tanto spoglio graficamente quanto ricco di proposte alternative alla solita pasticceria dei mezzichili di burro pro fetta (buoni eh, ma chi la sente più l’uva?).

Questo pie d’uva è adatto ai vegetariani e ai vegani, come sempre è un dolce light per fregare i vostri parenti dopo il pranzo della domenica in cui “ma no, io il dolce no, ho mangiato troppo“… il dolcetto leggero ci sta! Non è una sinfonia di sapori in successione, è un escalation di dolcezza e sapore rustico di casa che avanza fino a farvi sorridere. L’impasto è essenziale per lasciare posto all’uva, che è tanta e in cottura libera un po’ di sciroppo, oltre che a saturare la cucina di profumo “vinoso”.

Buon autunno a tutti.

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